Domenica l’UI si rinnova, conosceremo anche i vertici della CI di Fiume

Domenica 8 luglio i connazionali dell’Istria e di Fiume saranno chiamati alle urne per eleggere i nuovi rappresentanti di Unione Italiana. Nel ruolo di presidente sarà scelto Maurizio Tremul, unico candidato presentatosi alle elezioni di questo 2018. La campagna elettorale l’ha visto comunque in tutte le comunità a presentare il suo programma nel segno della continuità di quanto svolto in questi quasi trent’anni di gestione delle questioni comunitarie. Testa a testa invece per il ruolo di presidente della Giunta, tra due fiumani, Marin Corva e Sandro Damiani che hanno affrontato in varie sedi un confronto sui loro programmi che riguardano la comunità in generale ma in particolare la scuola e le istituzioni che ne costituiscono l’ossatura e che contribuiscono a mantenere viva la cultura, la lingua e la specificità della comunità stessa.

Saranno rinnovati anche i vertici delle singole comunità, anche di quella di Fiume che ha presentato una lista di giovani già impegnati nell’attività del sodalizio, che andranno a sostituire i vertici che hanno sin qui hanno

Sandro Damiani

Maurizio Tremul e Marin Corva

operato, compresa la presidente Orietta Marot che non si è ricandidata.

E proprio qualche sera fa – come si apprende dalla Voce del Popolo – è stata proprio la Comunità degli Italiani del capoluogo quarnerino ad ospitare Maurizio Tremul e Marin Corva, candidati rispettivamente per il ruolo di presidente dell’Unione Italiana e presidente della Giunta Esecutiva dell’UI, che hanno presentato nel Salone delle feste di Palazzo Modello il loro programma elettorale con lo slogan “Uniti per l’Unione – rinnovo generazionale e comunità” che, come già spiegato da Corva, sottolinea il valore dell’unitarietà come fattore essenziale per la CNI, e si basa su una sinergia indispensabile tra giovani e meno giovani, un binomio tra continuità e rinnovo. Corva ha ricordato in apertura il suo lungo legame con la CI di Fiume iniziato dai minicantanti fino al ruolo di presidente dell’Esecutivo che gli ha permesso di conoscere a fondo quali siano le esigenze della Comunità, uno dei motivi per il quali si è detto convinto di potere lavorare per il bene di tutti i sodalizi, con il dialogo indicato come parola chiave.

Per Damiani, invece, i punti principali del programma presentato alle Comunità, vedono il rilancio dell’Edit e del Dramma Italiano come soggetti chiave della realtà comunitaria. Forti critiche, da parte sua, ai vertici dell’Unione e agli attuali suoi avversari nella campagna elettorale, che peccherebbero di poca trasparenza nella gestione dei bilanci e di una conduzione lontana dagli interessi delle comunità sparse in Istria, Dalmazia, Slavonia e Montenegro.